La storia dell'Atletica Leggera e' indissolubilmente legata all'evoluzione della civilta' umana. Le gesta agonistiche che oggi assumono un vero e proprio valore sportivo, nascono e sono senza alcun dubbio l'evoluzione stessa di quei movimenti e di quei comuni gesti che milioni di anni orsono i primi esemplari di homo sapiens compivano per garantirsi la sopravvivenza.
Il correre per fuggire da un predatore piuttosto che il lanciare un oggetto con la volonta' di offendere o colpire una preda, nel corso del tempo, hanno quindi assunto un significato meno pragmatico ma piu' simbolico.
Pur essendoci dei documenti riguardanti attivita' sportive riconducibili all'Atletica Leggera sia nell'Egitto dei Faraoni, che nell'antica Roma, nell'Etruria e in Irlanda, e' la Grecia la terra che, per antonomasia, ha dato una vera e propria dignita' stilistica ed intellettuale ai giochi ed all'attivita' atletica.
E' appunto in terra ellenica che, in una data non ben definita (1222 a.C. , 1000 a.C. o 884 a.C.), nascono le Olimpiadi considerate dai piu' il vero e proprio manifesto dell'Atletica Leggera.
Non e' appunto un caso che la parola atletica derivi etimologicamente dal latino athletica (artem "tecnica") e da atleta che a sua volta deriva dal greco athlete's da athlos "lotta".
E' nei poemi Omerici, nella statuaria ellenica e nella pittura vascolare che viene testimoniata la passione che gli antichi greci nutrivano nei confronti di questo sport.
Nel Canto XXIII dell'Illiade vengono narrate prove fisiche e tecniche che sono molto simili alle gare dell'atletica moderna: la corsa a piedi, piuttosto che il lancio del disco o del giavellotto, fino ad una prova di salto che, secondo alcuni studiosi, potrebbe essere una primordiale pratica di salto in lungo.
Sempre dall'antica Grecia ci arrivano le testimonianze piu' interessanti e storicamente piu' importanti che riguardano questa antica pratica sportiva.
Tra le curiosita' piu' particolari, ad esempio, troviamo le cronache riguardanti uno dei piu' grandi atleti antichi, Corebo di Elea.
Il cuoco, incontrastato dominatore delle gare di velocita', nel 776 a.C. arrivo' per primo, dopo 192 metri di corsa, alle soglie di pietra di Olimpia.
Un altro importante documento, databile al 708 a.C. e proveniente sempre da quella ricca e fervente zona del Mediterraneo, attesta che in quell'anno nei giochi Olimpici venne introdotto il pentathlon.
La specialita' comprendeva le prime rudimentali prove di corsa, lotta, prove di salto in lungo, lancio del peso e del giavellotto.
Col passare del tempo i Giochi Olimpici assunsero un valore sempre piu' simbolico e celebrativo, di conseguenza anche gli atleti divennero sempre piu' importanti tanto da assumere dei ruoli di primo piano nella vita sociale e nella gerarchia delle diverse polis.
Con la conquista della Grecia da parte dei Romani la grande epopea delle Olimpiadi e quindi dell'Atletica Leggera si arresto' bruscamente dando vita ad un inesorabile declino. Nel 393 d.C. l'Imperatore cristiano Teodosio decise di sospendere le manifestazioni olimpiche definendole un mero spettacolo orgiastico ed immorale, retaggio di un lontano ed inconciliabile mondo pagano.





































